La componente psicologica all’interno della Capacità Intrinseca

L’OMS definisce la Capacità Intrinseca (i cui domini sono motorio, metabolico, cognitivo, sensoriale e psicologico) come la combinazione delle caratteristiche fisiche e mentali dell’individuo. Ciascun dominio della CI in qualche misura influenza ed è influenzato dagli altri. Questo interessante costrutto dà importanza a ciò che c’è nella persona invece che concentrarsi sul deficit e punta sul fatto che l’individuo si assuma la responsabilità del proprio benessere.

Il dominio psicologico, e nello specifico la vitalità emozionale, sostiene la persona nel suo percorso di vita. Il grande anziano vive un’epoca meravigliosa e difficile della sua vita, dove i momenti faticosi purtroppo sono molti; è l’epoca del grande raccolto ma anche delle tante, troppe perdite. Il mantenimento della vitalità emozionale è fondamentale in questa fase, affinché non si scivoli verso chiusura e depressione. L’approccio validante, attraverso la legittimazione delle emozioni, non negandole o contrastandole, aiuta a combattere disperazione, apatia ed isolamento. La pratica della cura, sanitaria e sociale, ha il compito oggi di andare in questa stessa direzione, con una particolare attenzione al come intervenire per influenzare positivamente il percorso della componente psicologica dell’individuo, senza perdere di vista il concetto di normalità nella vecchiaia e nel rispetto dei desideri della persona stessa.

Il focus è sulla qualità della relazione: empatica, rispettosa. Questo, infatti, libera i pesi e aiuta l’anziano a credere ancora in sé, a trovare forza e vitalità emotiva. Medici, infermieri, fisioterapisti, gli operatori della cura tutti, possono fare molto se autenticamente in contatto emozionale con i loro pazienti, se veramente in ascolto, come anche per i servizi sociali è possibile intervenire attraverso la valorizzazione delle relazioni su quel senso di vuoto e di mancanza di significato che l’anziano spesso vive.

Questo il tema portato il dicembre scorso, da Rita D’Alfonso e Cinzia Siviero, al 68° Congresso Nazionale SIGG.